giovedì 19 novembre 2009

Mahalia

Second Stage: Mahalia

New logo...

Disegna anche tu il logo di 2nd Stage, il più bello diventerà una serie inimmaginabile di Spillette che regaleremo agli ascoltatori più affezionati, mi voglio rovinare, il logo più bello diventerà anche una maglietta che andrà al disegnatore, e anche a Cespo. (yeah! grazie bob)

Io, crepi l'avarizia, rilancerei con invito e birra in radio!

Chemmidite?

Mahalia

Bella puntata, nuova per i nostri canoni "femmena, denaro e mortazza". E' stata una vera e propria sfida per noi, forse una leggera prova di maturità (o prova di leggera maturità, scegliete voi), il trovarsi di fronte ad artisti navigati, per carriera, maturità artistica, bagaglio di esperienze ed emozioni da condividere come sono di fatto i Mahalia. Non il classico "parlemo de fighe e festa" insomma.
Armati delle nostre fide sanmiguelone, che diventeranno presto sponsor del programma, già si sa, è inutile, non scappate, ci siamo calati in una atmosfera diversa, più profonda, a tratti mistica. L'apertura di puntata, con arpa celtica e bellissma voce di Alessandra, forse l'unica cover che ci siamo concessi, la magnifica "Hallelujah" di Leonard Cohen (http://www.youtube.com/watch?v=ttv5dyvtF4o per i profani) mi ha lasciato di stucco, non era la prima volta che si suonava in diretta (per chi si ricorda i lontani tempi di patchanka con la puntata del senegal e gli jambè),ma un suono così pulito, una voce così bella ed espressiva, io e il Bob ci simo guardati quasi titubanti se rovinare quel momento con le nostre voci ele nostre (probabilissime) boiate. Grandissimi Alessandra ed Andrea, partecipativi, comunicatori, persone bellissime che esprimono proprio l'amore per la musica, per la scoperta di Lei (è un blog dedicato a lei, diamole il maiuscolo) in ogni angolo del mondo. E' incredibile scontrarsi con racconti di viaggi in India alla ricerca di un certo strumento, di un certo suono, come disse un saggio di cui mi sfugge non solo il nome ma anche il contesto culturale di provenienza "c'è sempre da imparare" (saggio saggio, o diseva anca me nono contadin de profesion). Insomma, puntata che è letteralmente svolata, le birre si svuotavano e l'ebrezza ci rendeva più empatici, bob anche un po' troppo con i suoi continui tenativi di limone (quando manca la frà... il bob non balla, omosessualeggia). Un peccato chiudere ma almeno lo si è fatto con un ultimo tocco di classe: live chitarra arpa e voce di Alessandra, un saluto doveroso a questi due grandi artisti.

Dove si può ascoltare la puntata (se spera)

http://www.megaupload.com/?d=ZIXEOOBA

Biografia Mahalia

Nel 1991 il chitarrista e compositore Andrea Graziani e la cantante Alessandra Angarano decisero di produrre una musica che sintetizzasse in modo originale la canzone d'autore italiana coniugando la musica etno-mediterranea con una componente elettronica. Nel 1993, sotto la guida "spirituale" del maestro Claudio Ambro...sini, i Mahlia cominciarono a comporre e produrre del materiale musicale, che partendo dalle grandi tematiche di poeti italiani e stranieri, si sviluppava su testi propri; da una visione introspettiva i testi approdarono anche a temi di carattere universale. Nel 1994 i Mahalia incontrarono Daniele Schön, violoncellista, e Alessandro Chiarelli, violinista; strumentisti formatisi al conservatorio C. Pollini di Padova che iniziarono a collaborare al progetto musicale spingendolo verso una dimensione colta. Alla fine del 1994 il gruppo scelse di sviluppare uno stile prettamente acustico, abbandonando completamente l'elettronica e proponendo una sintesi di elementi originali che finì per coniugare la musica d'autore italiana con la musica classica, la poesia e la musica etnica. Dal 1996 grazie anche alla collaborazione di diversi musicisti che si avvicendarono all'interno dell'organico si giunse allo sviluppo di un suono coinvolgente basato su alcuni strumenti particolari della tradizione EtnoWorld quali il bouzouki, la chitarra portoghese, l'arpa celtica e l'organetto diatonico. http://www.mahalia.it